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''SERVE ENERGIA. SE SI PUO', PULITA'' PDF

 FONTE: La Stampa

Quattro gestori a confronto

MILANO
Philipp Vorndran, Investment Strategist di Credit Suisse
«I portafogli d’investimento non hanno ancora inglobato a pieno la nuova tendenza in corso, e se fino a questo momento il cambio di clima non era uno strumento utilizzato nell’analisi dei titoli azionari, presto o tardi la maggior parte delle aziende dovrà confrontarsi con la necessità di inquinare di meno e utilizzare energie più efficienti con sensibili ripercussioni sui conti aziendali. Nelle scelte da fare gli investitori dovranno imparare ad adattarsi ai cambiamenti globali. Le singole aziende saranno esposte al ruolo avuto nel mutamento del clima. Ma anche sui singoli Paesi ci saranno ripercussioni differenti così come sui diversi prodotti di investimento. Per fare un esempio, nell'immobiliare potrebbe diventare più interessante un investimento nella regione del Baltico anziché in Spagna. Nell'azionario diventerà sempre più importante selezionare bene i settori e il tipo di industria nonché la regione di provenienza dell’azienda. In pratica sarà fondamentale chiedersi quanto è preparata ai mutamenti climatici la società nella quale si vuole investire».

Nicolas Huber, Gestore del Fondo DWS Invest Climate Change
«Il tema dei cambiamenti climatici rappresenterà il mega trend dei prossimi decenni sulla scia dell’incremento della popolazione che richiederà consumi di energia sempre più elevati. La discussione è appena iniziata, e anche se alcuni titoli di quest’area sono cresciuti molto non si può dire che ci troviamo di fronte a una moda o a una nuova bolla come quella della new economy perché la richiesta di nuove energie e di nuovi sistemi per fronteggiare i cambiamenti del clima crescerà ancora. Basti pensare che negli Usa, uno dei maggiori produttori di anidride carbonica insieme alla Cina, si inizia solo ora. E la richiesta di energia della Cina sarà molto alta. Significa che c’è ancora molto spazio di crescita per le aziende del solare, eolico e delle biomasse ma anche per quelle che migliorano l’efficienza energetica. Del cambiamento beneficeranno l’isolamento termico degli immobili e i produttori di elettrodomestici con tecnologie di controllo dei consumi elettici.

Christian Zimmermann, Gestore del Fondo Pioneer Global Ecology
«I mutamenti climatici hanno anche una dimensione economica rilevata dai costi delle catastrofi naturali. Per questo la sensibilità veRso questo tema crescerà e attirerà l’attenzione dei mercati finanziari. Negli ultimi tempi l’energia solare ha registrato un vero e proprio boom e crescerà ancora. E visto che i titoli di questo comparto sono saliti molto potrebbe esserci il rischio che abbiano già inglobato le attese di crescita. Per fare un esempio, nel nostro portafoglio abbiamo la tedesca Solarworld, che dal 2004 a oggi è più che decuplicata. Significa che ci sono titoli che non sono più a buon mercato. Una crescita come quella del comparto fotovoltaico è davvero rara ma in futuro potrebbero esserci altri sottosettori tra le energie rinnovabili e nell’area della tutela dell’ambiente che potrebbero seguire lo stesso percorso. Molto dipenderà dalle future innovazioni tecnologiche. Invece il settore del solare potrebbe ricevere un’ulteriore spinta dalla politica con l'introduzioni di sovvenzioni».

Elisa Medaglia, Private Investor Products Abn Amro
«È ormai assodato che occorre intervenire in maniera decisa per l’ambiente. Le energie rinnovabili vanno in questa direzione con il protocollo di Kyoto e le agende dei singoli Paesi che hanno già fissato degli obiettivi: entro il 2010 i trasporti dovranno destinare una quota del 10% ai biocombustibili mentre il 20% dell'energia dovrà essere prodotta con fonti rinnovabili. Per i privati potrebbe essere una buona opportunità investire nelle aziende impegnate in queste aree. Abn Amro è presente sul mercato italiano con sette Theme Certificates Eco (dai cambiamenti climatici all’acqua) che replicano - al netto delle commissioni - l’andamento di un indice. Un titolo riassume le società più rappresentative del settore di riferimento, facilitando la diversificazione di portafoglio con un investimento minimo di 1 Certificate (all’emissione 100 euro)».
 
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