| "Subito il nuovo decreto per il fotovoltaico" IL SOGNO |
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FONTE: LA REPUBBLICA.IT Il mio sogno sarebbe di avere in Italia 10 milioni di piccoli impianti fotovoltaici "a tetto". E la verità è che questo sogno potrebbe realizzarsi con gli attuali incentivi». Sergio Silvestrini, segretario generale della Cna, insiste su questo concetto e punta l’indice «sull’errore compiuto dal governo con la recente approvazione del decreto legislativo sulle energie rinnovabili». Un provvedimento che annulla, a partire dal prossimo giugno, gli incentivi in conto energia per il fotovoltaico delegando il ministero dello Sviluppo economico ad emanare nel frattempo un decreto di revisione di tali incentivi. «Una decisione — denuncia il segretario generale della Cna — che ha creato una situazione di incertezza perché blocca per mesi ogni progetto». «L’errore — aggiunge — è stato quello di tagliare senza alcun raziocinio aiuti in favore dell’artigianato e delle Pmi: realtà imprenditoriali che, sfruttando gli incentivi a sostegno dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, hanno consentito fino ad oggi di ottenere risultati ambiziosi non solo in termini di sostenibilità ambientale, ma anche di crescita economica, occupazionale e di sviluppo tecnologico».Silvestrini sottolinea che la Cna — sotto la bandiera di Rete Imprese Italia (Rii) che rappresenta altre 4 associazioni di categoria (Confartigianato, Casartigiani, Confesercenti e Confcommercio) — ha sollecitato il governo, in occasione dell’incontro avuto dai vertici di Rii venerdì 18 marzo, a «restituire tranquillità alle 85 mila imprese del settore», chiedendo «una rapida approvazione del nuovo decreto che incentiva il fotovoltaico, senza attendere la scadenza del 30 aprile, e una clausola di transizione che permetta di mantenere fino al 31 maggio 2012 le condizioni previste dalla normativa precedente». La clausola transitoria è solo la prima delle quattro proposte che Rii ha avanzato al governo, le altre sono: definizione di nuovi obiettivi di potenza elettrica da fonte rinnovabile e da fotovoltaico, in alternativa ai ventilati tetti alle risorse o alla potenza installata («il modello tedesco è il più interessante in circolazione: perché imprese e governo hanno trovato un accordo sulle riduzione degli incentivi per il 2010 e il 2011: in questo modo, si sono garantiti un deciso sviluppo del settore», sottolinea Silvestrini); salvaguardia soprattutto per i piccoli impianti di produzione "a tetto" delle famiglie e delle micro e piccole imprese artigianali, commerciali, turistiche e dei servizi («sono la spina dorsale del nostro Paese, non possiamo affossarle»); razionalizzazione e riformulazione delle diverse voci della bolletta elettrica incluse quelle destinate a finanziare le rinnovabili («le risorse necessarie alla copertura degli incentivi vengono recuperate attraverso una voce della bolletta, la cosiddetta componente A3, e gravano sui consumatori finali. Però, l’onere del fotovoltaico per il 2010 rappresenta solo l’1,5 per cento del costo totale della bolletta. E i consumatori sono disposti a pagare per avere un’energia pulita»).Tuttavia, il pessimismo di qualche settimana fa ha lasciato il posto ad un cauto ottimismo sul futuro del fotovoltaico in Italia: «Purtroppo, questa sensazione è alimentata dai tragici eventi che sono accaduti in Giappone e in Libia — ammette Silvestrini — è logico che di fronte a tali emergenze, il governo abbia fatto un passo indietro e si sia preso una pausa di riflessione, in particolare sul nucleare. Probabilmente, è questa l’occasione giusta — aggiunge — per elaborare un piano energetico nazionale di ampio respiro che tenga nella giusta considerazione lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. In che modo? Deve essere seriamente finanziata e coordinata la ricerca sul solare e agevolata la creazione di imprese nel comparto delle rinnovabili. Solo in questo modo può essere raggiunta la quota del 17% di produzione di energia green entro il 2020».Silvestrini, infine, ritorna sul tema degli incentivi. E puntualizza: «E’ normale razionalizzarli ma non bloccarli. In sostanza, è utile fare chiarezza sull’attuale meccanismo di incentivazione che purtroppo ha determinato un rischio speculazione sul fotovoltaico. Sul territorio italiano, infatti, si sta diffondendo un fenomeno anomalo per i grandi impianti "a terra" che finiscono per danneggiare l’esercizio dell’attività agricola stessa e lo sviluppo sostenibile del territorio. Questi fenomeni, che attirano anche gli speculatori finanziari, possono essere evitati, senza incidere negativamente sulle micro e piccole imprese, attraverso precise misure legislative e regolatorie sia in fase di autorizzazione e di richiesta di connessione alla rete sia in fase di richiesta dell’incentivo». |
Documenti Conto Energia
CNES Rapporto Solare Fotovoltaico e Conto Energia
GSE Guida alla integrazione architettonica per il Conto Energia
GSE Rapporto Fotovoltaico 2007 e Conto Energia
Elenco Ammessi Bando Sole negli Enti Pubblici
Elenco ammessi Bando Sole a Scuola
Elenco ammessi bando PMI
GSE Impianti Nuovo Conto Energia in Esercizio
Enel DK5940 Allaccio alla rete BT Impianti Conto Energia
Decreto Conto Energia 2007
Decreto Conto Energia 2006
Condizioni per scambio sul posto Conto Energia
Decreto Conto Energia 2005






