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COMUNI RINNOVABILI, I NUMERI PER SETTORE |
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FONTE: LA NUOVA ECOLOGIA | Più 2.285 i comuni del solare. Più 644 MW di eolico e più 30 di geotermia rispetto al 2007. I dati del dossier Comuni rinnovabili 2008 di Legambiente mostrano come le fonti pulite rappresentino un'opportunità per rinnovare la politica energetica dell’Italia |
|  | I Comuni del solare sono 3.185, ben 2.285 in più rispetto allo scorso anno, con una prevalenza di piccoli Comuni. Sono 25 le amministrazioni locali che hanno già raggiunto l’obbiettivo dell’Unione Europea di 264mq/1000 abitanti per il solare termico al 2010; il miglior risultato è di Selva di Val Gardena con 2400 mq di pannelli solari termici e una media di 955 mq di pannelli istallati ogni 1.000 abitanti, che supera di gran lunga il target Ue. Per il solare fotovoltaico il primato va a Prato allo Stelvio, che con oltre 1.111 kW installati riesce a soddisfare oltre il 76% del fabbisogno elettrico dei residenti. La maggior diffusione di pannelli solari nell’edilizia comunale è invece stata raggiunta da grandi Comuni. Catania è in testa per il solare termico installato sugli edifici pubblici, con oltre 1400 mq. Con 598 kW di pannelli fotovoltaici installati in 23 scuole, il Comune di Prato vince per il solare fotovoltaico sugli edifici comunali.
I Comuni dell’eolico sono 157. Tra questi, 128 producono più energia di quanta ne consumano e sono quindi già teoricamente autonomi. La potenza installata è di 2.819 MW, con 644 MW in più rispetto al 2007. Riesce a soddisfare il fabbisogno elettrico di due milioni e 225 mila famiglie. In crescita anche i Comuni della biomassa, che sono 306 (233 in più rispetto al 2007), con una potenza totale installata di 770 MW. Grazie a questi impianti, secondo i dati del Gse (Gestore servizi elettrici) si sono prodotti 3.828 GWh nel 2006 pari al fabbisogno elettrico di 1 milione e 531mila famiglie. Novità dell’edizione 2008 del rapporto Comuni rinnovabili un capitolo dedicato al teleriscaldamento, che per le biomasse rappresenta uno scenario in forte crescita. Sono 267 i Comuni in cui sono installati impianti da teleriscaldamento, tra questi 217 utilizzando biomasse vere e riescono a soddisfare larga parte del fabbisogno di riscaldamento e acqua calda sanitaria locali.
I Comuni della geotermia sono 28 per una potenza installata pari a 792 MW, 10 Comuni e 30 MW in più rispetto al rilevamento dello scorso anno. Secondo il Gse, grazie a questi impianti si sono prodotti 5.527 GWh nel 2006 pari al fabbisogno elettrico di 2milioni e 210mila famiglie. La produzione elettrica per gli impianti geotermici è storicamente localizzata principalmente tra le Province di Siena, Grosseto e Pisa. In forte diffusione sono gli impianti a bassa entalpia, ossia quelli che sfruttano lo scambio termico con il terreno e che vengono abbinati a tecnologie sempre più efficienti di riscaldamento e raffrescamento. I Comuni del mini idroelettrico (fino a 3 MW) sono 114. La potenza totale installata è di 72 MW, in grado di produrre circa 288 milioni di kWh/anno pari al fabbisogno di energia elettrica di 115.200 famiglie.
I numeri mostrano come le opportunità per rinnovare la politica energetica dell’Italia (che dipende attualmente dall’estero per il 90% della propria bilancia energetica), liberandola progressivamente dalla dipendenza dalle fonte fossili, siano nelle mani del territorio. E come questo stia dando prova di saperle sfruttare. È da qui che parte la risposta alla Ue, impegnatasi a ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020, a ottenere il 20% di risparmio nei consumi e il 20% di energie rinnovabili consumate. “Questi obiettivi, vincolanti, richiederanno al nostro Paese un grosso sforzo di riconversione - continua Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente - ma la scommessa vinta dai territori è la prova che la sfida europea è a portata di mano. L’Italia deve puntare su un modello di generazione distribuita con un forte ruolo delle fonti pulite. È una prospettiva che può avere un effetto straordinario non solo sulla riduzione dei consumi e delle importazioni di fonti fossili, ma anche in termini di innovazione e creazione di posti di lavoro”. | |