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FONTE: CARTA Check-up climatico per le Alpi: un gruppo di ricercatori di varie discipline ha studiato quale potrebbe essere una protezione del clima intelligente. Le loro conoscenze sono raccolte nel progetto della Cipra, che vuole portare le Alpi alla conferenza di Copenhagen Portare le Alpi a Copenaghen, un compito tutt’altro che semplice. La Cipra [Commissione internazionale per la protezione delle Alpi] vuole far vedere ai delegati della conferenza sul clima di Copenhagen che nell’arco alpino il riscaldamento globale si manifesta con particolare intensità. «Ormai i segnali della natura, come le tempeste e le frane, non possono più essere ignorati neppure dagli scettici più incalliti», lancia l’allarme il presidente della Cipra, Dominik Siegrist. La Commissione internazionale per la protezione delle Alpi è un’organizzazione non governativa, strutturata in rappresentanze dislocate nei singoli Paesi alpini, alla quale aderiscono più di cento associazioni e organizzazioni attive nei sette Stati alpini. Opera in favore di uno sviluppo sostenibile nelle Alpi e si impegna per la salvaguardia del patrimonio naturale e culturale, per il mantenimento delle varietà regionali e per la ricerca di soluzioni ai problemi transfrontalieri dello spazio alpino. Il territorio alpino si modifica con una velocità a cui molte specie di piante e animali non riescono ad adeguarsi. Quasi una specie floreale su due nelle Alpi rischia l’estinzione entro il 2100. La Cipra esorta i delegati della conferenza di Copenaghen a stabilire regole vincolanti per quanto riguarda il finanziamento delle misure climatiche necessarie. Questi investimenti producono benefici non solo per la natura e l’ambiente, ma, grazie ad essi, si possono anche creare numerosi posti di lavoro in settori come l’energia, la protezione della natura e i trasporti. La Cipra ha elaborato una serie di richieste per i principali settori: energia, protezione della natura, trasporti, costruire e risanare, turismo, pianificazione territoriale, pericoli naturali, agricoltura, acqua e regioni energeticamente indipendenti [www.cipra.org/it/cc.alps/risultati/richieste]. Nel settore edile, ad esempio, si potrebbe raggiungere a breve termine una forte riduzione delle emissioni di anidride carbonica [CO2], risanando gli edifici con un’insufficiente coibentazione. La Cipra chiede inoltre ai governi nazionali e all’Unione europea di approvare vasti programmi di sostegno per lo sviluppo del trasporto pubblico e per la rinaturalizzazione delle torbiere e dei boschi, ecosistemi che fissano ingenti quantità di anidride carbonica. I Paesi alpini devono diventare un modello di politica climatica e ambientale previdente e lungimirante. La Cipra si impegna in questa direzione con il suo progetto cc.alps, che raccoglie i risultati delle ricerche condotte in diverse discipline. L’obiettivo comune è «pensare la protezione del clima al di là del proprio naso», spiega il direttore Andreas Götz. L’organizzazione federale di cinque milioni di persone impegnate per la protezione dell’ambiente in sette Stati alpini propone provvedimenti volti a ridurre il consumo di energia. Suggerisce inoltre – nei più svariati settori come trasporti, turismo, economia regionale, protezione della natura, pianificazione territoriale o energia – cosa possono fare gli Stati alpini per prepararsi fin da ora alle conseguenze dei cambiamenti climatici. «Attualmente osserviamo molto dinamismo», sostiene Götz, e spesso i danni superano i benefici. Il check del clima della Cipra non si limita tuttavia a denunciare gli errori di una politica di breve respiro, ma evidenzia anche modelli sostenibili realizzati con successo, mentre i comuni e le imprese che si impegnano in modo esemplare vengono proposti come modelli a cui ispirarsi. Gli esperti della Cipra pensano con lungimiranza: il futuro appartiene agli edifici che producono un surplus di energia. Tutte le tecnologie richieste – come una coibentazione migliore, fotovoltaico e geotermia – sono già disponibili e consolidate. Il vantaggio delle «minicentrali» private è molto semplice: producono energia in modo climaneutrale. |