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DECRETO RINNOVABILI SCALDA SOLO CdM, AZIENDE PRONTE ALLE VIE LEGALI

FONTE: MILANO FINANZA

Disco verde dal Consiglio dei ministri al decreto interministeriale sull'energia da fonti rinnovabili, in particolare sugli incentivi al fotovoltaico. Ma le associazioni del settore sono già sul piede di guerra. Ieri sera i ministeri competenti, Ambiente e Sviluppo economico, avevano trovato l'intesa sul testo che oggi è andato all'esame del consiglio dei ministri.

Il testo elimina ogni limite alla produzione con un nuovo sistema di regolazione automatica del livello degli incentivi in relazione alla potenza installata che entrerà a regime a partire dal 2013. Nel periodo transitorio è previsto un decalage progressivo necessario per allineare il nostro Paese ai livelli comunitari e la salvaguardia degli investimenti in corso.

Inoltre un tetto di spesa massima e un registro tenuto dal Gse solo sui grandi impianti (superiori a 1 mw su tetto e 200kw a terra) consentiranno di limitare i fenomeni speculativi. La tariffa percepita viene determinata dal momento dell'entrata in esercizio dell'impianto, con la garanzia del rispetto dell'iter di connessione da parte del gestore di rete, in conformità con i tempi e le relativi sanzioni previste dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas.

Con questo nuovo sistema si prevede di raggiungere la grid parity, cioè la competitività della tecnologia, già al 2017. Il decreto prevede anche una serie di strumenti per rafforzare e potenziare la filiera industriale italiana attiva nella produzione di impianti fotovoltaici.

Tra questi strumenti, la premialità per le installazioni finalizzate alla sostituzione di amianto, per la realizzazione di impianti in aree da bonificare o soggette a recupero ambientale, per i moduli su barriere fonoassorbenti; a vantaggio dei consumatori e della qualità del Made in Italy, sono stati inoltre introdotti determinati requisiti di garanzia, efficienza e innovazione degli impianti, al rispetto dei quali sono previsti livelli di incentivazione più elevati.

"Una grande vittoria per l'ambiente e una grande sfida di sviluppo sostenibile", a detta del ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, secondo la quale è stato anche dato "un sostegno serio alla diffusione di quel piccolo solare diffuso che punta all'autonomia energetica di aziende e abitazioni e che rappresenta un importante elemento nella strategia di riqualificazione del territorio e dei centri urbani".

Una riforma strutturale per le imprese e i cittadini, ha spiegato invece il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani. "Le energie rinnovabili avranno, assieme all'efficienza energetica e alle reti intelligenti, un ruolo fondamentale nella nuova strategia energetica nazionale che presenteremo nella Conferenza Nazionale per l'Energia", ha aggiunto.

Perplessità è invece stata espressa da Francesca Marchini, segretario generale di Assosolare: "il Governo ci è venuto incontro con quello che possiamo definire un aperitivo, ma in realtà non ha cambiato la sostanza. Sono state anche ignorate alcune delle posizioni delle Regioni, ma soprattutto non sono stati ascoltati gli operatori del settore", ha tuonato la Marchini, anticipando le strategie che ora intende portare avanti Assosolare.

Si lavorerà sui decreti attuativi, ma Assosolare non esclude la possibilità di procedere anche con azioni e strategie legali, "visto che una parte dei diritti sono stati violati", ha spiegato Francesca Marchini. E sul piede di guerra ci sono già 150 aziende che hanno annunciato un'azione legale contro il decreto sugli incentivi firmato oggi dal ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani.

Le aziende hanno affidato l'azione legale collettiva all'associazione "Sos Rinnovabili". Il primo ricorso verrà presentato alla Corte di Giustizia Ue perché il decreto del 3 marzo scorso non recepisce la direttiva europea. La seconda azione sarà invece avviata nei confronti del Tar, senza tralasciare la possibilità che finisca davanti alla Corte costituzionale.

Previste anche ulteriori azioni risarcitorie dalla Corte dei Conti e una segnalazione all'Antitrust perché il dl "falsa i termini della concorrenza". Tra le aziende coinvolte, che per ora preferiscono rimanere anonime, anche una componente legata a Confindustria in aperto dissidio con viale dell'Astronomia.

 
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