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ECO-ENERGIA: MULTA PER STATI CON POCA ENERGIA VERDE

FONTE: Ansa

Bisogna fare presto se si vuole centrare l'obiettivo comunitario del 20% di energie rinnovabili nel 2020. Il Consiglio Europeo delle Energie Rinnovabili (Erec), ombrello che raggruppa i settori dell'industria, della ricerca e del commercio impegnati nel campo delle energie rinnovabili, non ha dubbi. Non c'e' tempo per lunghe mediazioni tra gli stati membri e il tempo e' un fattore chiave. La Commissione deve sbrigarsi a fare la proposta e il Consiglio ad approvarla perche' ci sono solo 13 anni per raggiungere l'obiettivo fissato dai Capi di stato e di governo al Vertice di primavera e per passare dall'attuale produzione del 7% al 20% di rinnovabili. In un documento reso noto dall'Erec nei giorni scorsi, prende posizione sulle politiche da adottare ed analizza le misure che sara' necessario prendere nei settori dell'elettricita', del caldo e del freddo e dei biocarburanti per sfruttare al massimo il potenziale delle energie rinnovabili in tutti i settori e in tutti i paesi membri. Si sottolinea innanzitutto che e' urgente una normativa per il settore del caldo e del freddo, da troppo tempo dimenticato. Passando ai meccanismi di supporto per le energie verdi, l'Erec considera prematura l'armonizzazione degli schemi di supporto per il settore elettrico. In questo momento una politica di questo tipo comporterebbe ''un serio rischio di bloccare lo sviluppo anche prima che inizi in alcuni stati membri''. L'Erec suggerisce comunque di stabilire una lista di criteri applicabili a tutti i sistemi di supporto per assicurare lo sviluppo delle rinnovabili. Pollice verso, invece, per un meccanismo europeo per il commercio dei certificati delle energie verdi richiesto da alcuni stati membri che, secondo l' Erec, sono solo interessati a comperare e non a vendere. Approvare un sistema di questo tipo, applicabile tra l'altro solo al mercato dell'elettricita' verde e non a tutte le rinnovabili, non spingerebbe nella giusta direzione gli stati membri. ''Non c'e' ragione per introdurre questo meccanismo artificiale se corrisponde a produrre disincentivi per gli investimenti domestici e a mettere a rischio prosperi schemi di supporto con meccanismi burocratici addizionali'' sottolinea l' Erec. Propone invece l'alternativa di un fondo europeo che, da una parte, elargisca denari agli stati virtuosi che producono piu' energia verde del previsto, e dall'altra pretenda un pagamento da quelli che vengono meno ai loro obblighi. Analizzando l'aspetto ''sostenibile'' delle energie verdi l' Erec ritiene che il criterio della sostenibilita' e la necessita' dei relativi certificati non debbano essere pretesi solo per i biocarburanti, ma per tutta la biomassa, qualunque sia la sua destinazione: biocarburanti, cibo, elettricita' od altri usi. Infine l'Erec insiste sul ruolo che dovra' giocare la Commissione europea nell'attuazione della Road Map, sia a livello di controlli che di sanzione. Si chiede che l'Esecutivo europeo possa intervenire, e in modo pesante, nei casi in cui gli stati membri mostrino di voler sfuggire ai loro obblighi in materia di energie verdi.

 
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