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FONTE: Agi Al termine dell’indagine conoscitiva su Kyoto, la Commissione Ambiente del Senato ha approvato all’unanimita’ un documento sui cambiamenti climatici. Nella relazione, presentata da Francesco Ferrante (Ulivo), si sottolinea che energia, ambiente e innovazione tecnologica sono i campi d’azione su cui l’Italia deve giocare la propria sfida per ridurre le emissioni di gas serra. “Questa relazione e’ il frutto di una lunga serie di audizioni che la Commissione ha effettuato negli ultimi mesi, ascoltando scienziati, istituzioni, associazioni e i principali attori dell’industria energetica italiana con l’intento di arrivare a definire precise politiche da mettere in campo nella lotta ai cambiamenti climatici - ha spiegato Francesco Ferrante - ne e’ emerso uno scenario che vede l’Italia in pesante ritardo. Ritardo che puo’ essere colmato solo con una drastica politica di riduzione delle emissioni che metta al centro la riconversione del sistema energetico nazionale puntando su risparmio e produzione da fonti rinnovabili. Insomma con gradualita’ ma con decisione occorre avviarsi verso l’uscita dall’era del fossile, riducendo drasticamente il ricorso alle fonti inquinanti. In questa prospettiva e’ del tutto insostenibile ogni aumento del carbone che e’ quella che produce piu’ emissioni di gas serra”. Un documento importante, dunque, che traccia il quadro della situazione a livello globale e nel nostro Paese e identifica le azioni da intraprendere subito per ridurre drasticamente le emissioni di gas climalteranti e allinearsi agli obiettivi posti dal Protocollo di Kyoto. Secondo la Commissione occorre predisporre un piano d’azione che possa contare su risorse concrete in Finanziaria e che preveda 7 punti qualificanti. 1)Piena attuazione del Protocollo di Kyoto anche attraverso l’adesione agli obiettivi europei: almeno il 20 per cento della produzione di energia con fonti rinnovabili; aumento del 20 per cento l’efficienza energetica rispetto alle proiezioni del 2020; riduzione del 20 per cento le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990. Ovvero la riduzione vincolante del 20 per cento della produzione dei gas nocivi entro il 2020. 2) Il dettaglio delle misure concrete per realizzare la riduzione annua di 98 milioni di tonnellate di anidride carbonica che ci permetterebbe di raggiungere gli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto. 3) Piena attuazione all’Agenda di Lisbona, una strada che richiedera’ la predisposizione di adeguati strumenti di incentivazione, un corretto uso degli strumenti di mercato, in modo da permettere, da una parte di spostare l’onere fiscale, per esempio dalle tasse sul lavoro e sull’impresa a quelle sulle attivita’ inquinanti, dall’altra di facilitare il reperimento di risorse per incoraggiare comportamenti virtuosi dal punta di vista ambientale, oltre che l’innovazione e la ricerca. 4). Nelle politiche e nella Legge Finanziaria la questione ambientale in generale e la lotta ai mutamenti climatici in particolare dovranno avere un ruolo sempre piu’ significativo. “Anche - sottolinea Ferrante - predisponendo sin dal prossimo documento di programmazione economico-finanziario un ‘Allegato Ambientale’, dedicato al rispetto dei vincoli posti dal Protocollo di Kyoto e alle politiche per l’ambiente e per lo sviluppo sostenibile”. 5) Nei trasporti un cambiamento radicale che incentivi finalmente il trasporto su ferro con gli adeguati investimenti sulle infrastrutture e nei servizi. 6) Incentivazione delle fonti rinnovabili attraverso l’estensione del conto energia attualmente previsto solo per il fotovoltaico, e con l’emanazione di linee guida nazionali che ne disciplinino e ne favoriscano la diffusione. 7) Utilizzo di ogni strumento, a partire da quello fiscale, per incentivare l’innovazione tecnologica e la ricerca, principalmente rivolte all’efficienza e al risparmio energetico. |