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GERMANIA: ADDIO NUCLEARE, BENTORNATO CONTO ENERGIA

FONTE:  L'ESSENZIALE AMBIENTE

Il governo tedesco ha approvato l’uscita anticipata della Germania dall’energia nucleare. Bloccati i tagli al fotovoltaico che hanno ispirato il "decreto ammazzarinnovabili" italiano del Quarto Conto Energia.

Il governo approva - E' arrivata la decisione ufficiale, da parte del governo federale tedesco, sulla fuoriuscita anticipata dall'energia nucleare in Germania. Come già annunciato più volte dalla stessa cancelliera Angela Merkel il governo ha votato oggi favorevolmente la chiusura delle centrali entro il 2022.

Promessa mantenuta -  Angela Merkel il 24 marzo, ad un mese dalla catastrofe di Fukushima, aveva annunciato: "via dal nucleare, prima possibile". A molti era sembrato un annuncio di facciata, per rasserenare i tedeschi spaventati dal nucleare e accontentare gli elettori del partito dei Verdi, fortemente in rimonta come dimostrò poco dopo la vittoria degli ecologisti alle elezioni del Baden-Wuerttemberg.

Non era così: a conferma delle buone intenzioni la cancelliera convocò i governatori del Land per iniziare ad impostare una nuova strategia energetica nazionale senza il nucleare.

La nuova strategia - Deciso un mese dopo l'incidente di Fukushima, quando ormai era chiaro che la centrale nucleare giapponese era fuori controllo (lo è ancora oggi, a quasi tre mesi di distanza), l'uscita dal nucleare verrà realizzata in Germania potenziando la produzione di energia elettrica da altre fonti. Soprattutto il gas naturale, ma anche eolico e fotovoltaico. Per le rinnovabili, sempre oggi, il governo tedesco ha deciso di ritirare la proposta di riduzione degli incentivi al fotovoltaico, il Conto Energia tedesco.

Più incentivi alle rinnovabili - La Merkel sa bene che, senza un quadro stabile ed adeguato di incentivi statali, l'energia rinnovabile prodotta da eolico e, soprattutto, fotovoltaico, non può raggiungere l'obbiettivo del 35% al 2020 che i tedeschi si sono posti. Ecco perché ha bloccato gli ulteriori tagli alle tariffe incentivanti.

Un taglio che era stato preso ad esempio dall'Italia, in particolare dal ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani, che aveva presentato il suo "decreto ammazza rinnovabili" e il Quarto Conto Energia come un adeguamento della tariffa ai prezzi di mercato, in pieno stile tedesco. I tedeschi hanno cambiato stile.

 
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