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IL VATICANO: STATO A IMPATTO ZERO |
| FONTE:La nuova ecologiaùUna foresta in Ungheria compenserà le emissioni della Santa Sede. L'annuncio del Cardinale Poupard: «Si può inquinare meno rinunciando all'auto» oppure, aggiunge Mons. Melchor Sanchez, «facendo penitenza e piantando alberi». I costi saranno a carico delle ditte Planktos e Klimafra |
|  | Il Vaticano diventerà virtualmente il primo Stato del mondo ad emissione zero di anidride carbonica (Co2). Ciò grazie ad una foresta che verrà piantata da un'azienda americana in Ungheria e che servirà a compensare la quantità di gas tossici che la città pontificia immette ogni anno nell'atmosfera terrestre.
Il progetto è stato siglato a Roma nei giorni scorsi dal card. Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e dagli amministratori della statunitense Planktos Inc. e della ditta consorella ungherese Klimafa. Si tratta di un dono che le due aziende hanno deciso di fare alla Santa Sede: per gli imprenditori ci sono ragioni pubblicitarie e per il Vaticano l'iniziativa rappresenta un modo di incoraggiare i cattolici a fare "di più" per difendere il futuro del pianeta. La sensibilità ecologista sta divenendo una delle bandiere della Chiesa Cattolica che, negli ultimi mesi, ha dedicato documenti, convegni e impegno "pastorale" all'emergenza clima.
I tecnici della città del Vaticano stanno tra l'altro predisponendo pannelli solari sull'Aula Nervi, dove vengono tenute le udienze generali del Papa, per produrre energia pulita. Le dimensioni della nuova foresta in Ungheria - che si chiamerà la "Foresta climatica vaticana" - e il numero di alberi che verranno piantati dipenderanno dalla quantità di energia utilizzata dallo Stato Pontificio nel 2007. La Planktos e la Klimafa dovranno valutare nei prossimi mesi le emissioni di anidride carbonica prodotte in un anno dalla piccola città del Papa, circa mille abitanti in meno di mezzo chilometro quadrato a ridosso di San Pietro. Le due aziende sono specializzate in case ecologiche e nelle vendita di "crediti" a ditte e individui per mitigare la produzione di gas tossici nell'atmosfera: tra i metodi usati per combattere l'inquinamento vi è appunto la forestazione di parti della terra. In un comunicato del Pontificio consiglio della Cultura in cui si dà notizia dell'accordo-dono raggiunto, il cardinale Poupard spiega che il Vaticano «vuole fare la sua piccola parte per eliminare le emissioni di anidride carbonica».
«Quando l'uomo - aggiunge - si dimentica di essere il servitore della terra e ne diviene il padrone, la terra stessa sembra ribellarsi contro l'uomo, e invece di un luogo di accoglienza diviene un deserto che minaccia la sopravvivenza della creazione». «Salvaguardare l'ambiente non è una questione politica che devono risolvere i dirigenti dei diversi partiti, ma un problema etico e culturale», ammonisce. «Si può emettere meno anidride carbonica non usando il riscaldamento o rinunciando a servirsi dell'automobile per gli spostamenti. Oppure - osserva un monsignore di Curia, Melchor Sanchez de Toca Alameda, in un commento pubblicato dall'agenzia statunitense Cns - facendo penitenza e in questo caso piantando gli alberi per convertire l'anidride in ossigeno». Nella "penitenza", la Santa Sede investe con la propria immagine e non con soldi: tutte le spese saranno a carico dell'azienda statunitense e di quella ungherese che contano di acquisire, con la benedizione della Santa Romana Chiesa, nuovi clienti per il loro business ecologico.
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