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PROVINCE ITALIANE,FRONTE COMUNE PER RINNOVABILI

FONTE: Ansa

Cambiare le politiche energetiche e le azioni a livello locale, in linea con il quadro europeo, nell'ottica della razionalizzazione e del risparmio, per centrare gli ''ambiziosi'' obiettivi comunitari della riduzione del 20 per cento dei combustibili fossili entro il 2020. Sono questi i principali argomenti indicati nel corso del convegno ''Energia per un mondo che cambia: la nuova politica europea dell'energia, il ruolo delle Province'', che si e' svolto stamani nel capoluogo lucano, organizzato dalla Provincia di Potenza, e dall'associazione ''Tecla'', in collaborazione con l'Upi (Unione province italiane) e la rappresentanza italiana della Commissione europea. Punto centrale dell'incontro e' stato il ruolo delle Province italiane nella strategia di incremento delle energie rinnovabili, che l'Unione europea intende accrescere del 20% entro il 2020. Il tutto, alla luce della nuova programmazione 2007-2013, che assegna agli enti provinciali il 2,8% delle risorse allocate nell'ambito della politica regionale. ''Un'opportunita' importante, e da sfruttare'', ha detto il presidente della Provincia di Potenza, Sabino Altobello, su cui bisogna ''lavorare intensamente, accelerando il passo'', ha aggiunto il presidente della Tecla e della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni, ''anche in vista del fatto che - secondo Pieroni - entro il 2030 il fabbisogno energetico mondiale aumentera' del 50%, e l'attuale programmazione settennale sposta gli equilibri comunitari, per la destinazione delle risorse, verso l'Europa centrale''. E' quindi necessaria un'azione positiva ''di lobby'', per valorizzare cio' che gli enti locali italiani mettono in campo, ha sottolineato il presidente di Tecla, in una nazione ''ricca di eolico, fotovoltaico e solare'', ha ricordato il direttore generale aggiunto della direzione generale Energia della Commissione europea, Fabrizio Barbaso, ''che pero' devono essere maggiormente sfruttate, in modo da ridurre i prezzi di mercato''. Barbaso, inoltre, ha indicato le possibili ricette per una corretta politica energetica a livello locale: da un lato, ''enti locali e cittadini devono partecipare attivamente alla gestione delle fonti, e dall'altro, accanto all'efficienza dei sistemi e della produzione, e' necessario liberalizzare il mercato, abolendo possibili monopoli, anche in relazione al fatto che, da luglio, chi autoproduce energia puo' venderne le quote in eccesso alla rete''.

 
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