| PUBBLICITA': IL MARKETING ORA E' VERDE. LA FORZA DEL MESSAGGIO "PULITO" |
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FONTE: La Repubblica La vera rivoluzione è non cambiare il mondo. Lo slogan (Enel) non piacerà alla generazione '68, ma all'epoca il pianeta stava meglio e Carosello ci faceva sognare un progresso innocuo. Invece: la terra soffre di caldo, di freddo, di sporco, di consumi nocivi e di molti altri effetti della ricchezza. I temi ambientali entrano nelle agende dei governi e nei claim della pubblicità, non è più possibile fare altrimenti: le aziende si convertono per necessità al cosiddetto green o eco-marketing, le auto che inquinano o le lattine per secoli imperiture il mercato non le vuole più. I creativi degli spot dicono che dalla "big idea" di dieci anni fa si è ormai passati al "big ideal", il grande ideale per cui combattere. La traduzione è eco sostenibilità e responsabilità sociale. "Prima si puntava su genuinità, origini, mondo intatto alla Mulino Bianco" racconta l'esperta di comunicazione Annamaria Testa. "Adesso le aziende "customizzano" i prodotti sui valori dei consumatori, tra questi la difesa del pianeta. E innovano. Troppo imballo non è più chic, jeans anche in cotone organico, i comuni si preoccupano dei propri lampioni: sta cambiando la cultura, internet ha democratizzato l'accesso all'informazione". Cosicché anche i cattivi o i sospetti si sono sintonizzati sull'onda verde: Coca Cola, per dire, ha deciso di ridurre vetro e lattine, Nestlé ha avviato un processo di risparmio acqua. I claim sono al 100% verdi: "Tutti parlano di ecologia. Renault agisce" (Publicis), "Ne basta un tappo" per l'ammorbidente Coccolino (Lowe Pirella), "Nuova Passat BlueMotion. Economica, ecologica" (DDB), Lastminute. com il sito di viaggi "è a impatto zero", "La natura ci sostiene" è la filosofia eco-building di Pirelli Re" una mongolfiera nel cielo azzurro e "il vertice assoluto per qualità dell'aria e risparmio energetico" per Toshiba (agenzia 1503 Advertising). Dash e Enel si sono messe insieme, nel fustino del detersivo "impeccabile a freddo" lampadine a basso consumo di Enel (Saatchi & Saatchi), montagne e mari per il marchio Progreen di Media World (Cayenne). Piero Reinerio, direttore creativo dell'Armando Testa, ha sposato la causa Tetrapak di rimboschimento in Svezia: "Dall'Eurisko dati che ci costringono ad essere seri: il 46% degli italiani ritiene un problema il tema ambientale, il 65% dice che le aziende dovrebbero impegnarsi in tal senso". "Per loro è anzi ormai un obbligo" aggiunge Giandomenico Puglisi, direttore creativo di Cayenne. Negli Usa si parla di green business, "mentre in Italia siamo un po' in ritardo e la scelta ecologica non è quella guida" sostengono i direttori creativi di Young & Rubicam, Aldo Cernuto e Roberto Pizzigoni. "È un mercato da presidiare" avverte Luciano Nardi ad di BCube, "anche se chi ha la coscienza più sporca corre per aggiudicarsi un bollino verde". Per lavare via la colpa, chissà se a impatto zero. |
Documenti Conto Energia
CNES Rapporto Solare Fotovoltaico e Conto Energia
GSE Guida alla integrazione architettonica per il Conto Energia
GSE Rapporto Fotovoltaico 2007 e Conto Energia
Elenco Ammessi Bando Sole negli Enti Pubblici
Elenco ammessi Bando Sole a Scuola
Elenco ammessi bando PMI
GSE Impianti Nuovo Conto Energia in Esercizio
Enel DK5940 Allaccio alla rete BT Impianti Conto Energia
Decreto Conto Energia 2007
Decreto Conto Energia 2006
Condizioni per scambio sul posto Conto Energia
Decreto Conto Energia 2005






