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Quarto Conto Energia: le proposte di Assosolare a Confindustria e Romani

 FONTE: ASSOSOLARE

Quarto Conto Energia: le proposte di Assosolare a Confindustria e Romani
 

  • Le proposte riguardano i punti irrisolti emersi dal tavolo tecnico di Confindustria a cui ha partecipato Assosolare
  • Salvare almeno il 2011 e consentire riduzione più graduale delle tariffe per evitare blocco degli investimenti e perdita di posti di lavoro
  • No a tetto annuale, fissare obiettivi di 3 GW all’anno
  • Valore minimo di 6,9 mld di spesa annua per sviluppo della filiera
  • Tutela della filiera industriale italiana

Assosolare, l’associazione italiana dell’industria solare fotovoltaica, ha inviato ieri a Confindustria e ai Ministri Romani e Prestigiacomo un testo di proposta su alcuni punti rimasti aperti e irrisolti dall’ultimo tavolo tecnico di Confindustria a cui anche Assosolare ha partecipato, vista l’imminente definizione del Quarto Conto Energia e alla luce dell’importante dibattito delle scorse settimane e alla mobilitazione dell’opinione pubblica a favore delle fonti di energia rinnovabile. Posizione confermata dalle Commissioni Parlamentari e anche dal mondo bancario che ha espresso in più occasioni la propria preoccupazione per il blocco del settore.Per contribuire a uno sviluppo armonico del settore che tuteli le imprese e i posti di lavoro e allo stesso tempo controllare i costi degli incentivi, Assosolare ha definito alcuni punti guida:Consentire un passaggio graduale tra sistema attuale e nuovo sistema, tutelando almeno il 2011 per salvaguardare gli investimenti ed evitare effetti retroattivi. Definire il IV Conto Energia in modo da traghettare la crescita fino alla grid parity, con una riduzione graduale e progressiva degli incentivi, fino ad esaurimento previsto al 2016. Garantire quindi la stabilità del sistema incentivante, senza cambiamenti in corsa.Considerare particolari forme di tutela per la filiera industriale italiana emergente.Operare un controllo dei costi prevedendo un tetto di spesa di circa 6.9 miliardi di euro per un massimo di 20 €/MWh (nello scenario più costoso). Il tetto proposto di 6 miliardi €/anno al 2016 è ancora troppo basso.No a tetti annuali che pregiudicherebbero la bancabilità degli investimenti, ma obiettivi annui indicativi di 3 GW fino al 2016, prevedendo riduzioni anticipate della tariffa in funzione della potenza installata, sempre nell’ottica del contenimento della spesa. Ancorare la riduzione delle nuove tariffe al criterio della “fine lavori certificata” e non più all’entrata in esercizio degli impianti, ma con degli accorgimenti che scongiurino il ripetersi del “fenomeno Alcoa” .“Chiediamo al Governo di adoperarsi per accompagnare la graduale riduzione degli incentivi con una radicale diminuzione dei tempi degli iter autorizzativi, che ad oggi si traducono in aumenti significativi dei costi degli impianti (anche fino al 17%) e della connessione alla rete (fino al 10% del valore dell’impianto)” dichiara Gianni Chianetta, Presidente di Assosolare. “Auspichiamo inoltre che sia incentivata la crescita e lo sviluppo della filiera industriale italiana mediante, ad esempio, forme di defiscalizzazione. E che venga costituito un tavolo di monitoraggio permanente con l’industria del settore fotovoltaico”.

 
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