Home arrow News arrow RINNOVABILI? UNA CARTA DA "8 MILIONI DI GREEN JOBS AL 2030"
RINNOVABILI? UNA CARTA DA "8 MILIONI DI GREEN JOBS AL 2030" PDF

 

FONTE: Zeroemission 

14 settembre 2009 — Energie rinnovabili, salvagente contro la crisi? Sembrerebbe proprio di sì stando ai dati contenuti nell’ultimo rapporto di Greenpeace  "Working for the Climate: Green Job [R]evolution".
Uno su tutti: 8 milioni di “green jobs” al 2030 puntando su efficienza energetica e fonti rinnovabili. Per Greenpeace è un traguardo possibile. Già oggi in Europa ci sono già 450 mila lavoratori nel settore delle energie rinnovabili, che ha un fatturato di oltre 40 miliardi di euro. Ma si tratta solo dell’inizio.

Il rapporto di Greenpeace, realizzato in collaborazione con il Consiglio europeo per l’energia rinnovabile (EREC), presenta infatti un modello di sviluppo che oltre a tagliare le emissioni nel settore energetico, consentirebbe di raggiungere un livello di occupazione maggiore rispetto a quello garantito dall’attuale dipendenza dal carbone. Senza ricorrere allo sviluppo del nucleare.
Lo studio mette a confronto due scenari: quello di riferimento basato sulle previsioni al 2030 e al 2050 del “World Energy Outlook 2007” dell’Agenzia internazionale dell'energia (IEA), nel caso in cui non si adottino politiche significative per lo sviluppo sostenibile (business as usual); e lo scenario "Energy [R]evolution", pubblicato in un documento sempre da Greenpeace l’autunno scorso, che mostra invece i risultati di una decisa sterzata verso un modello di sviluppo più verde.
 In pratica, puntando su obiettivi di riduzione entro il 2030 come il taglio delle emissioni del 40 per cento rispetto ai livelli del 1990 e dell’80 per cento entro il 2050, sempre tenendo conto dei livelli del 1990, attraverso tecnologie esistenti per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili, ed eliminando progressivamente carbone e nucleare, nei prossimi vent’anni sarebbero creati 2 milioni di nuovi posti di lavoro nelle settore dell’energia verde. A quella data, attraverso le politiche per creare la Rivoluzione Energetica, sarebbero infatti raggiunti 11,3 milioni di posti di lavoro nel settore dell’energia, circa 2,7 milioni di posti di lavoro in più rispetto allo scenario “business as usual”.  Di questi, oltre 8 milioni di posti di lavoro sarebbero impiegati nelle energie rinnovabili e nell'efficienza energetica nel 2030, tre volte in più rispetto allo scenario dell’Iea, nel quale si prevede invece una perdita di oltre 500mila posti di lavoro nel settore energetico, in gran parte nella generazione a carbone.  Se le politiche adottate saranno quelle previste dallo scenario della Rivoluzione energetica il “valore totale dell’industria delle rinnovabili triplicherebbe da circa 120 miliardi di dollari nel 2008, a 370 miliardi di dollari nel 2020”, scrive Greenpeace.  “Entro il 2030, oltre 470 miliardi di dollari potrebbero essere investiti nelle energie rinnovabili”, si legge ancora. A quella data, prevedendo “una riduzione del 17,5 per cento nella domanda di elettricità rispetto allo scenario di riferimento”, le energie rinnovabili occuperebbero una quota “del 50 per cento nel mix energetico (rispetto ad un 20 per cento che si avrebbe secondo l’attuale andamento tendenziale)” grazie a una potenza installata “fino a 4.500 GW”. Sempre al 2030, l’industria delle rinnovabili potrebbe raggiungere 6,9 milioni di posti di lavoro, mentre 1,1 milioni di posti di lavoro potranno essere creati grazie all'efficienza energetica. Totale: appunto 8 milioni di posti di lavoratori. Infine, mandando in soffitta carbone e combustibili fossili si eviterebbero “10 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2, mitigando così i cambiamenti climatici”.

Secondo il rapporto di Greenpeace, per l’Italia “significherebbe raggiungere oltre 100 mila occupati nel solo settore del’energia elettrica al 2030, l’82 per cento in più rispetto ai 56 mila dello scenario di riferimento. Il 73 per cento dei lavoratori del settore sarebbe occupato nelle rinnovabili mentre per il 22 per cento si tratterebbe di nuovi posti di lavoro creati grazie agli investimenti in efficienza energetica. A questi numeri andrebbero aggiunti i lavoratori dell’indotto, valutabili nello stesso ordine di grandezza”.

Questi dati hanno ricevuto un’accoglienza positiva da parte di Guglielmo Epifani, Segretario Generale della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), che ha sottolineato che “le risposte vere alla crisi stanno nelle scelte durature e sostenibili per l'uomo, le donne e l’ambiente. Per questo è necessario investire risorse nella trasformazione equa e sostenibile dei modelli di produzione e di consumo, a partire dall'energia, per mantenere e incrementare l’occupazione”.
“Il sindacato, come gli autori di questo rapporto, - ha concluso Epifani – ritiene che un'azione tempestiva e lungimirante dei Leader del mondo per contrastare il cambiamento climatico deve e può essere un potente volano per una crescita economica equa e sostenibile e di progresso sociale”.
 

 
Advertisement

Documenti Conto Energia
CNES Rapporto Solare Fotovoltaico e Conto Energia
GSE Guida alla integrazione architettonica per il Conto Energia
GSE Rapporto Fotovoltaico 2007 e Conto Energia
Elenco Ammessi Bando Sole negli Enti Pubblici
Elenco ammessi Bando Sole a Scuola
Elenco ammessi bando PMI
GSE Impianti Nuovo Conto Energia in Esercizio
Enel DK5940 Allaccio alla rete BT Impianti Conto Energia
Decreto Conto Energia 2007
Decreto Conto Energia 2006
Condizioni per scambio sul posto Conto Energia
Decreto Conto Energia 2005


[+]
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • fresh color
  • warm color