| Rinnovabili: da governo ok al decreto |
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FONTE: Corriere.it Prestigiacomo: «Il decreto dà stabilità e moralità». Pd: «Marcia indietro del governo» Salta il tetto degli 8 mila MW fotovoltaici, successivo decreto a giugno con nuovi parametri e revisione quote MILANO - Il Consiglio dei ministri ha approvato giovedì il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea in materia di incentivi alle energie rinnovabili. Tra le novità dell'ultima ora, la scomparsa del tetto degli 8 mila MW agli aiuti al fotovoltaico, inoltre l'attuale regime di incentivi al fotovoltaico resterà in vigore fino a fine maggio e un successivo decreto a giugno, di concerto tra il ministro dello Sviluppo economico e il ministro dell'Ambiente, dovrebbe prevedere nuovi parametri e una revisione delle quote delle varie fonti rinnovabili.
NORME - Sui terreni agricoli sarà possibile produrre al massimo 1 megawatt di energia fotovoltaica e utilizzare per gli impianti di produzione non più del 10% del terreno coltivabile e nel caso di terreni appartenenti al medesimo proprietario, gli impianti siano collocati a una distanza non inferiore a 2 chilometri. Questi limiti «non si applicano ai terreni abbandonati da almeno cinque anni». In particolare, nel prossimo decreto di giugno si terrà conto dei seguenti principi: «determinazione di un limite annuale di potenza elettrica cumulativa degli impianti fotovoltaici che possono ottenere le tariffe incentivanti; determinazione delle tariffe incentivanti tenuto conto della riduzione dei costi delle tecnologie e dei costi di impianto e degli incentivi applicati negli Stati membri dell'Unione europea; previsione di tariffe incentivanti e di quote differenziate sulla base della natura dell'area di sedime». Il governo ha anche ridefinito il prezzo a cui il Gse dovrà ritirare i certificati verdi che verranno dati alle produzioni 2011-15 in eccesso sulla quota d'obbligo. Il prezzo è stato elevato al 78% da una precedente bozza al 70%. I certificati verdi connessi con impianti di cogenerazione e teleriscaldamento per il 2011-15 saranno pagati dal Gse a un «prezzo medio di mercato registrato nel 2010».
CASE «VERDI» - Nell'articolo 9 del decreto approvato dal governo arriva l'obbligo entro il 2017 del 50% di energia «verde» per i consumi di acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento per le abitazioni nuove o ristrutturate. Viene poi spiegato che gli impianti di produzione di energia termica «devono essere realizzati in modo da garantire il contemporaneo rispetto della copertura del 50% dei consumi previsti per l'acqua calda sanitaria e delle seguenti percentuali della somma dei consumi previsti per l'acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento: a) il 20% quando la richiesta è presentata dal 31 maggio 2012 al 31 dicembre 2013 b) il 35% quando la richiesta è presentata dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2016 c) il 50% quando la richiesta è rilasciato dal 1 gennaio 2017». Tali obblighi, spiega il testo, «non possono essere assolti tramite impianti da fonti rinnovabili che producano esclusivamente energia elettrica la quale alimenti, a sua volta, impianti per la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento». Il mancato rispetto di tali obblighi, sottolinea il decreto, «comporta il diniego del rilascio del titolo edilizio».
COMMENTI - «Più certezza e stabilità a un settore che non deve diventare una bolla speculativa», ha commentato il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. «È stato avviato un meccanismo virtuoso che consente la moralizzazione del settore». Prestigiacomo ha parlato quindi di un «cambio di rotta» confermando l'eliminazione del tetto di 8 mila MW «che aveva agitato e preoccupato. A regime l'Italia dovrà produrre un quarto della sua energia da fonti rinnovabili, ma lo dovrà fare in maniera equilibrata». Per quanto riguarda bollette e costi delle rinnovabili «va fatta un'operazione verità fino in fondo». Il settore delle rinnovabili, ha proseguito il ministro, «è in crescita ma un regime di incentivi come quello attuale rischia di trasformarlo in un settore dove si possono verificare meccanismi speculativi». È un «grandissimo errore contrapporre nucleare e rinnovabili», ha concluso Prestigiacomo. «Siamo di fronte a un importante passo indietro rispetto al colpo mortale che il governo stava per sferrare alle fonti rinnovabili», ha detto Ermete Realacci, responsabile del settore del Pd. «È prioritario dare subito regole certe per far proseguire positivamente l'Italia nelle rinnovabili, eliminando abusi e sprechi». «Nel complesso, per quanto riguarda specificatamente l'agricoltura, esprimiamo un giudizio positivo», è l'opinione della Confederazione italiana agricoltori. «Per il settore agricolo gli elementi più rilevanti sono le nuove regole per lo sviluppo e il sostegno al biogas e al biometano; le nuove modalità per incentivare la crescita dell'energia termica prodotta dagli impianti alimentati a biomasse; i nuovi indirizzi per la crescita dei biocarburanti; i futuri limiti per gli impianti fotovoltaici che verranno realizzati nelle aree agricole».
ASSOCIAZIONI - Le associazioni Aper, Assosolare, Asso Energie Future, Ises, Grid Parity Project e Gifi, confermano tutta la propria preoccupazione sulle conseguenze che il decreto approvato dal governo avrebbe per il settore fotovoltaico. Stanno valutando se nel testo non vi siano elementi di incostituzionalità, in tal caso si appelleranno al presidente della Repubblica per non procedere alla firma. |
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